Sono convinta che una cultura e arte, scaturiscano solo dall’incontro e dalla condivisione.
Firenze è stata la culla di una nuova cultura, il Rinascimento, proprio perché, come ha scritto Tim Parks, il denaro dei Medici ha creato una rete di relazioni internazionali:
«Durante i secoli XII e XIV, fu tessuta una rete di prestiti attraverso l’Europa,in direzione nord fino a Londra, ad est lontano fino a Costantinopoli ad ovest a Barcellona, a sud a Napoli e a Cipro. Al cuore di questa torbida rete di usura, giace Firenze»
Se sentite un impulso di repulsione, pensate che è l’altra faccia di quella medaglia che luccica tanto da farvi mettere in viaggo per vedere Firenze (o almeno da farvi leggere queste righe)
Non voglio rigirare il coltello nella piaga e non vi parlerò -ora- degli intrighi e degli omicidi, dei matrimoni d’interesse, che furono anch’essi all’origine di tanto splendore. Sorvoliamo.
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Torniamo ai nobili concetti di condivisione e di incontro fra culture, che è il cibo di ogni civiltà e l’ossigeno di Firenze.
Dal ‘500 Firenze ha attirato viaggiatori, che finivano spesso per eleggerla come luogo di residenza. Nella seconda metà del XIX secolo , un terzo degli abitanti di Firenze, era costituito da stranieri, la maggior parte dei quali Inglesi.
Era la moda del grand Tour.
Come polo turistico, Firenze continua ad essere un crocevia di genti, e i turisti dovrebbero essere incoraggiati a lasciare un’impronta del loro passaggio ( si intende in senso lato, giù scalpelli, pennarelli e simili !
), per mantenere vivo lo spirito della città a vantaggio di tutti.
La traccia più imponente e definitiva che hanno lasciato gli “altri Fiorentini”, è il cosidetto “cimitero degli Inglesi”. Molte le tombe illustri, incluse quelle degli ultimi discendenti di Shakespeare.
Ecco qua le altre “tracce ” in città, paese per paese :
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immagine tratta da wikimedia commons