La mostra è un excursus dall’antico Egitto ai manoscritti galileiani sulla storia dell’astronomia.
In sale volutamente buie, che alludono alla notte (ma notte stellata!), la mostra regala l’occasione unica di vedere un’infinità di reperti, strumenti, dipinti e sculture provenienti dai maggiori musei d’ Europa, accompagnati dalla voce un po’ tediosa, ma utile dell’audioguida ( gratis).
L’o
ggetto più entusiasmante è proprio verso la fine del percorso della mostra: l’originale scritto a mano del Sidereus Nuncius con gli acquarelli delle fasi della luna.
Con questi scritti nel 1609, Galilei cambiò la storia dell’astronomia e della scienza.
Accanto agli appunti dello scienziato e al telescopio originale, non mancano le testimonianze del famoso processo intentato dall’inquisizione contro Galileo.
Piccola nota polemica: ho notato che Galilei viene definito “lo scienziato Toscano”, mentre spesso nella letteratura viene appellato come “lo scienziato Pisano”… è lo spirito di campanile che in Toscana non tramonta proprio mai!
Lasciando la parola allo scienziato, egli , nel frontespizio del Sidereus Nuncius, si definisce “nobile fiorentino”, anche se da quando fu accolto nell’accademia più di tutto amava definirsi “Linceo”.
Galileo di fatto nacque a Pisa e visse lunghi anni a Padova, oltre che, ovviament, a Firenze.
E’ sepolto a Firenze in Santa Croce.
… E di chi vide
sotto l’etereo padiglion rotarsi
più mondi, e il sole irradiarli immoto,
onde l’Anglo che tanta ala vi stese
sgombrò per primo le vie del firmamento…
( U. Foscolo)





















